25 APRILE: ORA E' TEMPO DI PACIFICAZIONE NAZIONALE

 

Berlusconi sul 25 Aprile:

"Bisogna capire anche Salò e gli infoibati. Credo che oggi ci siano le condizioni perché questo 25 aprile possa rappresentare un salto di qualità verso la definitiva pacificazione nazionale".

A sostenerlo è in una nota scritta per l'occasione, Silvio Berlusconi, secondo il quale questa pacificazione sia "non per cancellare la memoria, le ragioni e i torti, ma perché chi ha combattuto per la Patria sia considerato figlio di questa Nazione".

''Il 25 aprile indica simbolicamente il ritorno dell'Italia alla democrazia ed alla libertà - scrive il leader del Pdl -. ''In quel giorno di 63 anni fa si videro le piazze festanti attorno alle truppe alleate e ai combattenti per la libertà. Fu palpabile il sentimento di liberazione di un intero popolo, costretto a combattere una guerra che sperava conclusa, ma che proseguì con l'occupazione del proprio territorio.
Già il 25 luglio del '43, quando cadde il regime, quello stesso sentimento di liberazione si era manifestato con una festa nazionale senza vendette e senza morti. Purtroppo - sottolinea Berlusconi - seguì la guerra civile, l'occupazione da parte dei tedeschi, che creò un segno di sangue nella memoria italiana.

Generò un odio tra vincitori e vinti che segnò la coscienza del Paese''.
''Ormai - sottolinea il leader del Pdl - tutto questo è storia e adesso è tempo di dare al 25 aprile un senso italiano popolare e nazionale, un senso di libertà e di pace. Oggi, a più di sessant'anni dal 25 aprile, a sedici dalla caduta del Muro di Berlino, il compito della politica è quello di consolidare il tessuto connettivo della Nazione. E lo si deve fare a partire dalla nostra memoria storica''.
Capire le ''ragioni dei ragazzi di Salò'', come hanno sostenuto in passato anche diversi esponenti della sinistra, e ''saldare il debito contratto con gli esuli Istriano-dalmati'' è la ''strada giusta'' che non ''può in qualche modo ledere l'orgoglio di chi combattè per la libertà contro la tirannia''. ''Non c'è revisione storica - aggiunge - che possa cambiare la gratitudine che dobbiamo a quei combattenti che posero le basi per la liberta' delle generazioni''.
Ma non c'è gratitudine che possa impedire la ricostruzione obiettiva di quegli anni. L'anniversario della Liberazione - conclude - è dunque principalmente l'occasione per riflettere sul passato, sul presente e sull'avvenire del Paese. Se oggi riusciremo a farlo insieme, avremo reso un grande servizio non a una parte politica o all'altra, ma al popolo italiano e, soprattutto, ai nostri figli che hanno il diritto di vivere in una democrazia finalmente pacificata''.

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